BRASILE

IL CARNEVALE BRASILIANO
.........Il Carnevale, di origine francese, giunse in Brasile nel 1903. La serpentina (stella filante) - I Confetes (coriandoli) – di origine spagnola, anche essi arrivarono in Brasile nello stesso anno. Per quanto riguarda l’uso della musica, tutto era assolutamente estemporaneo: il carnevale non possedeva ancora ritmi o melodie che lo rappresentassero. Soltanto nella prima metà del secolo XIX, con l’arrivo dei balli in maschera di stampo europeo, si può osservare uno sviluppo musicale più raffinato. Nel 1834 il gusto per il travestimento si accentuò. Le maschere di origine francese erano fatte di cera molto elaborata oppure di carta, e simulavano i volti degli animali, soprattutto nelle smorfie.

Secondo alcuni il termine "carnevale"deriva dall’espressione latina carrum novalis (carro navale), una sorta di carro allegorico a forma di barca mediante il quale i romani inauguravano i festeggiamenti. Altri ricercatori sostengono invece che la parola deriverebbe dall’espressione latina carnem levare, poi modificata in carne, vale! (addio, carne!), espressione che avrebbe origine tra i secoli XI e XII con la quale si definiva il mercoledi delle ceneri e annunciava la soppressione dell’uso alimentare della carne in vista della Quaresima. Per antitesi viene probabilmente da lì l’espressione giorni grassi (cioè quelli del carnevale), durante i quali l’ordine è trasgredito e gli abusi tollerati, in contrapposizione all’astensione totale dei giorni magri, tipici della quaresima.

Al contrario di ciò che si immagina, l’origine del carnevale brasiliano è totalmente europea. Come afferma la ricercatrice Maria Isaura Pereira de Queiros, i festeggiamenti carnevaleschi datano all’inizio della colonizzazione, essendo determinati da una fusione tra il carnevale di derivazione portoghese con l’uso delle maschere italiane. Soltanto molti anni più tardi, all’inizio del XX secolo furono introdotti elementi africani che concorsero definitivamente al suo sviluppo e originalità. Fu pertanto grazie al Portogallo che il carnevale sbarcò a Rio de Janeiro nel 1641. Il termine entrudo che in portoghese definisce il carnevale e derivante dal latino introitus significava entrata, ovvero inizio, con cui la Chiesa definiva l’inizio delle solennità della Quaresima.

Tanto in Portogallo così come in Brasile, il carnevale non era per nulla simile ai riti dell’Italia rinascimentale, ma era una festa di strada a volte violenta, nella quale si commettevano abusi e atrocità. Era comune a quei tempi vedere gli schiavi neri gettarsi l’un l’altro uova, farina, arance e resti di cucina mentre le famiglie bianche si divertivano a gettare sulle loro teste secchiate di acqua sporca “in un clima di trasgressione favorito dall’estrema rigidità della famiglia patriarcale”. Fu questo carnevale più o meno selvaggio a sbarcare in Brasile insieme alle prime caravelle portoghesi e ai primi istrioni. Con il passare del tempo e in seguito ad insistenti proteste, il carnevale si civilizzò, acquistando maggior leggerezza e senso civico, sostituendo l’utilizzo di sostanze grossolane con altre meno fastidiose come i limoes de cheiro, piccole sfere di cera ricolme di acqua profumata, oppure con fiaschi di vino. Le cosiddette “armi” che sarebbero in seguito divenute tradizionali durante le sfilate del carnevale consistevano nel lança-perfume (lancia profumo) – bottiglia di vetro o metallo che conteneva liquido profumato.



