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RUM: SAPORE DI CUBA

 

.........Che cos’è? Il rum è un distillato che si ottiene dalla lavorazione del succo o della melassa della canna da zucchero, cioè lo scarto della lavorazione. In alcuni casi durante il processo della distillazione vengono aggiunte erbe aromatiche. Da dove viene. Questo liquore è prodotto in diverse parti del mondo, ma il più famoso viene da Cuba, dove è considerato il prodotto nazionale per eccellenza. Alcune delle grandi marche cubane, presenti anche in Italia, vengono oggi prodotte fuori dall'isola, ma della terra di origine hanno conservato intatto lo spirito e il gusto. Rum, Ron o Rhum? Il tipo di lavorazione varia a seconda del paese in cui si produce il rum. I procedimenti sono sostanzialmente tre: anglosassone, francese e ispanico. Nei paesi produttori a cultura anglosassone il rum viene distillato prevalentemente dalle melasse, ossia gli scarti, e solo in piccola parte dal veseu. Nei paesi di cultura ispanica, invece, la percentuale di melasse e veseu utilizzate nella produzione del distillato sostanzialmente si equivalgono, e il liquore finale viene commercializzato con il nome Ron. I produttori di cultura francese, infine, utilizzano soprattutto il veseu e, in alcuni casi, il cosiddetto jus vierge, cioè il composto della sola prima spremitura delle canne da zucchero. In questa lavorazione le melasse entrano solo in piccola misura. I rum prodotti in questo modo vengono etichettati con la dicitura Rhum o Rhum agricolo. Come si produce Il fusto della canna da zucchero contiene circa il 14% di sostanza legnosa, altrettanto saccarosio, e il 70% di acqua. La lavorazione ha inizio con un processo di sfibramento e pressione da cui si ottiene un liquido verdastro chiamato comunemente veseu. Questo a sua volta può essere raffinato e trasformato in zucchero, o essere sottoposto direttamente a un ciclo di fermentazione e successiva distillazione per diventare rum. Gli scarti della raffinazione dello zucchero, ossia la parte di veseu composta da zuccheri non cristallizzabili, viene a sua volta utilizzata per produrre il distillato. La fermentazione. Ogni produttore custodisce religiosamente il suo sistema. Alcuni utilizzano lieviti che garantiscono un'elevata produzione di alcol, altri invece preferiscono servirsi solo di ceppi autoctoni, ossia presenti sulle piante stesse.

 

I giamaicani, infine, attivano la fermentazione servendosi di un liquido chiamato dunder, costituito prevalentemente da residui delle precedenti distillazioni. L'invecchiamento. Al termine della distillazione, le acquaviti vengono filtrate e poi stabilizzate in contenitori in acciaio. A quel punto i rum bianchi possono essere imbottigliati e messi in commercio. Per l'invecchiamento, invece, ogni produttore utilizza un proprio metodo, scegliendo botti di legno differenti e capacità variabile. Alcuni lasciano che il distillato riposi all'aperto, altri invece utilizzano cantine umide e scure. L'invecchiamento del rum varia da un minimo di sei mesi a un massimo di dieci anni. Al termine di questo periodo il distillato ha assunto un color ambrato, più o meno scuro a seconda del tipo di lavorazione che ha subito. Come si sceglie Gran parte dei rum sono il frutto della miscelazione di diverse acquaviti (come accade con i whisky blended). Il mix può essere ottenuto semplicemente tra acquaviti ottenute con impianti di distillazione differenti o con prodotti che hanno soggiornato in botti con legni differenti. Questo fa sì che i rum, per quanto ottenuti da medesime materie prime, possano risultare molto diversi tra loro. I più famosi che si trovano in Italia sono l'Havana Club invecchiato tre o sette anni, ideale come base per la maggior parte dei cocktail, il rhum Varadero sette anni, il Pampero Aniversario, invecchiato quattro anni e venduto nella caratteristica bottiglia custodita in un sacchetto di cuoio, e il pregiato Bacardi otto anni. Liscio o no? Il rum è l'ingrediente base di un'infinità di cocktail, mentre solo pochi lo sanno apprezzare liscio. In questo caso viene servito generalmente in piccoli bicchieri dal fondo spesso, gli stessi utilizzati per il whisky.

 

Gli amanti di questi distillato non ammettono variazioni sul tema. Il rum va bevuto senza ghiaccio o acqua. Ma attenzione, spesso la sua gradazione alcolica supera i 35 gradi.. Occhio all'etichetta. La terminologia posta sull'etichetta di spedizione dei rum varia da nazione a nazione. Sui rhum di origine francese si può trovare la dicitura blanc per indicare un rum non invecchiato e vieux, ambré o simili per quelli con più annate. Tra i rom ispanici, quelli invecchiati in genere riportano nel nome la dicitura anejo o reserva, mentre quelli più giovani sono i cosiddetti blanco. Per quanto riguarda quelli anglosassoni, infine, i nomi più ricorrenti sono white, light o extra dry per quelli giovani, e gold, superior oppure old per quelli invecchiati. Vari tipi di rum - Il rum cubano: nel 1793, vennero impiantate a Cuba le prime piantagioni di canna da zucchero, ad opera di Don Francesco de Arango y Pareno, fu così, che insieme alla produzione dello zucchero di canna, nacque il rum cubano. E’ prodotto dalla distillazione della melassa e filtrato ripetute volte tramite legna, sabbia o carbone. E’ un rum leggero e particolarmente puro. Il 4 febbraio 1862, un tale, che rispondeva al nome di don Facendo Bacardi comprò una distilleria a Santiago de Cuba. Il suo scopo era produrre un rum leggero, che potesse essere bevuto da tutti. Approfittando, come del resto tutta la produzione cubana, del proibizionismo, e per soddisfare le richieste di alcolici che arrivavano dagli Stati Uniti, aprì altre distillerie in Messico e Puerto Rico, dove trasferì la sede centrale quando Fidel Castro assunse il potere a Cuba e fece del rum cubano una produzione statale. Ora, nell’area dove sorgeva la distilleria Bacardi c’è la più grande distilleria del mondo. Qui si produce l’Havana Club (il nome risale al 1878), in tre diversi invecchiamenti: 3,5,7 anni. Il primo, detto anche carta blanca è leggero ed adatto alla miscelazione (è con questo che a Cuba si preparano i vari cuba libre, mojito e daiquiri), il secondo, carta de oro, è tinto dal caramello è un po’ più forte e leggermente più dolce, l’ultimo, detto anche anejo, come in tutte le distillerie di rum, rappresenta il meglio della produzione ed ha una stagionatura più lunga. - Puerto Rico: Si presume che in quest’isola delle Grandi Antille sia cominciata la produzione del rum. E’ del 1508, infatti, la nascita della prima distilleria, per opera del governatore dell’epoca. Oggi, conta ben 14 distillerie industriali e vanta la maggior produzione mondiale di questo distillato. Il territorio si presenta molto vario e le distillerie sono sparse un po’ dappertutto. Questo significa che anche il rum prodotto può avere caratteristiche organolettiche molto diverse. Fondamentalmente però i rum qui prodotti sono leggeri e secchi, e sono ottenuti dalla melassa tramite distillazione frazionata. Qui sorge, fra le altre, la già citata Bacardi, che ha stabilimenti in molti altri paesi. I rum prodotti qui sono ovviamente numerosi e non tutti importati in Italia.

 

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